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Abbronzatura sicura? Ecco, che cosa occorre sapere!

Abbronzatura sicura? Ecco, che cosa occorre sapere!
Tintarella sì, ma con buonsenso. Alcuni consigli per i bagni di sole!

L’abbronzatura sicura è un obbligo, non una tendenza. I raggi del sole fanno bene, ma vanno presi con le giuste precauzioni. O i loro danni possono essere anche gravi, specialmente sul lungo termine. Eritemi, bolle, macchie, invecchiamento precoce e nel peggiore dei casi melanomi: valide ragioni per proteggersi, sempre. Al mare, in montagna, in campagna, e persino in città. Fra l’altro, l’abbronzatura molto intensa è piuttosto ‘out’ se vogliamo parlare di tendenze beauty. Tanto vale andarci con calma.

I precetti per un’abbronzatura sicura

Innanzitutto, ricorda che la melanina è stimolata dai raggi del sole solo per un periodo di circa 45 minuti. Dopo questo intervallo il colorito non aumenta: ecco che rimanere a rosolarsi al sole per 10 ore di fila non serve assolutamente a nulla. Meglio intervallare l’esposizione a momenti all’ombra. Come ci hanno insegnato fin da bambine, le ore di esposizione dovrebbero essere quelle meno calde: la mattina presto (fino alle 11) e il pomeriggio (dalle 16 in poi). Occorre rigorosamente evitare i momenti più caldi della giornata, quando i raggi sono perpendicolari. Mentre ci si dedica ai bagni di sole inoltre, è importante bere acqua e mangiare frutta, per mantenere la pelle sempre idratata.

Le protezioni

I tipi di pelle sono convenzionalmente suddivisi in 6 fototipi. Essi dipendono dal colore della carnagione, ma anche di occhi e capelli. Usare una crema protettiva in base al fototipo è imprescindibile per un’abbronzatura sicura. Non tutti hanno capito realmente come funzionano i prodotti solari. Innanzitutto, esistono due tipi di filtri: chimici e fisici. I primi sono i più comuni, e permettono ai raggi ‘buoni’ di penetrare, bloccando invece i raggi UV. I secondi riflettono le radiazioni come uno schermo totale: sono utili per aree del corpo delicate o per pelli molto sensibili.

Il fattore SPF non è una trovata pubblicitaria: esso indica il tempo in cui sei protetta. In pratica, la pelle ha una capacità di auto-proteggersi per qualche minuto. Per chi ha la pelle molto chiara, occhi chiari, capelli biondi o rossi probabilmente si tratta di 2 minuti. Chi è di un fototipo ‘mediterraneo’ inizia invece a scottarsi dopo più tempo. Occorrerebbe misurare quanto tempo impiega la pelle ad arrossarsi (probabilmente lo saprai già per esperienza): i minuti calcolati moltiplicati per il fattore protettivo di una crema, danno come risultato il tempo d’intervallo tra un’applicazione e l’altra. Se hai una crema a fattore 10, e ci impieghi 20 minuti a scottarti, significa che ogni 200 minuti (poco più di 2 ore) devi ridarti la crema. Se ci impieghi 5 minuti a scottarti, una volta l’ora non basta, tanto vale acquistare un fattore protettivo più alto.

A presto con altri consigli,

Giovanna

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